FLUX - Azioni ed esplorazioni fluviali

Pratiche interdisciplinari, workshop, performance e interventi temporanei lungo i paesaggi fluviali

FLUX è un progetto biennale ideato da Lungomare dove i paesaggi fluviali di Bolzano vengono osservati ed attivati da diverse prospettive. Insieme ad artist*, architett*, ricercatori/ricercatrici locali e internazionali e attraverso diverse prospettive quotidiane, Lungomare esplorerà i tre fiumi: Adige, Talvera ed Isarco insieme agli spazi pubblici che li circondano. Per molt* residenti, lo spazio pubblico attorno al fiume è essenziale per una città vivibile e collettiva.

Con il progetto FLUX Lungomare avvia progetti artistici tra gruppi d’interesse, attività, spazi, utenti ed attori istituzionali per stimolare la produzione collettiva di desideri e pensieri attraverso processi di co-progettazione. Workshops, performances, dibattiti pubblici, installazioni e ricognizioni fluviali sono i formati con cui il progetto intende connettere persone e luoghi, attirare l’attenzione sui cambiamenti sociali, raccontare storie e generare spazi d’incontro.

 

Nel primo anno di attività FLUX realizza una serie di interventi artistici che invitano la cittadinanza ad arricchire la percezione del paesaggio fluviale di Bolzano per rivelarne le potenzialità inespresse e sviluppare diverse possibili visioni relative al suo utilizzo. Questo processo di esplorazione a più livelli mira a catalizzare diverse esigenze e idee, che saranno poi tradotte in azioni ed interventi nell’anno successivo creando nuovi punti di accesso temporanei e spazi collettivi lungo i fiumi.

 

Nel corso del 2022 Johanna Dehio + Johanna Padge, Futurefarmers, Herwig Turk e Sööt/Zeyringer esamineranno e reinterpreteranno artisticamente lo spazio fluviale di Bolzano da diverse prospettive. Le fotografe Claudia Corrent e Anna Michelotti accompagnano fotograficamente il progetto.

Claudia Corrent

Claudia Corrent (Bolzano 1980 vive e lavora tra Bolzano e Venezia) è laureata in Filosofia dei linguaggi della modernità con una tesi di estetica sul rapporto tra filosofia e fotografia del paesaggio. Dal 2013 è membro del consiglio artistico di foto-forum (Bolzano) e di Weigh Station (Bolzano). Nel 2015 vince una residenza d’artista presso Camera Torino e frequenta presso Fabrica un Masterclass di arti visive. Nel 2018 vince il concorso “Debut” in Lituania ed è finalista del Premio Fabbri. Nel 2019 vince il Premio artisti della Provincia autonoma di Bolzano, il premio Riaperture, il Capalbiofotofestival, e nello stesso anno è finalista al Combat Prize. Insegna fotografia in istituzioni e musei (Mart, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, festival della Mente di Sarzana, Scuola internazionale di grafica di Venezia). Lavora nell’editoria e ha collaborato con Repubblica, Der Spiegel, Art, Courrier International, Die Zeit. La sua ricerca si concentra sul paesaggio e il concetto di mindscapes, sugli archivi privati e l’immaginario collettivo.

Johanna Dehio + Johanna Padge

Marjolein Houben (1981) si forma come designer presso l’Accademia di Design di Eindhoven. Dopo aver lavorato su diversi progetti collaborativi in Olanda, completa il Master di Fotografia e Culture Urbane presso l’Università Goldsmiths di Londra. Gli ultimi 8 anni ha lavorato per Jongeriuslab a Berlino (lo studio di design di Hella Jongerius) gestendo il team dei designer e sviluppando mostre per il Design Museum a Londra, Die Neue Sammlung a Monaco, Lafayette Anticipations a Parigi e il Gropius Bau a Berlino.

 

Johanna Padge ha studiato design e arte in Halle e Amburgo. È maestra in falegnameria e ha lavorato nell’artigianato e in progetti educativi in ​​Francia, Germania, Mali e Mozambico. Come designer si occupa di tematiche relative alla progettazione partecipativa, la partecipazione e l’urbanistica. Il suo lavoro prende forma in spazi progettati, mostre, pubblicazioni, archivi, workshop e conversazioni. Il suo interesse, qui, ricade sull’architettura sociale e costruita, che lei intende come processuale.

Futurefarmers

Futurefarmers è un gruppo internazionale di artisti/e, architetti/e, antropologi/ghe e agricoltori/trici con un interesse comune: creare momenti di partecipazione e di co-progettazione che ricalibrano la nostra bussola culturale. Il loro lavoro si incentra su intricate strutture sociali che si fondono con le infrastrutture cittadine e la complessità delle memorie collettive incorporate in (e intorno a) un luogo. Dai processi di ricerca partecipata, di riflessione critica e di programmazione pubblica che attivano nel loro lavoro, emergono scenari possibili e potenzialità nascoste. Il fulcro dei progetti con le comunità che si attivano intorno ad essi è un processo di negoziazione tra diversi gruppi di persone e culture e per le comunità che co-creano questi gruppi. Futurefarmers si impegna quindi a creare sculture relazionali atte a fornire ai partecipanti punti d’accesso e “strumenti” giocosi per ottenere maggiori informazioni rispetto a campi d’indagine di alta profondità – questo non solo al fine d’immaginare, ma anche per partecipare e avviare un cambiamento nei luoghi in cui si vive. Tali “strumenti” o oggetti di scena scultorei formano un linguaggio visivo e materico che si va a collegare a una pratica relazionale di grande immaterialità.

Anna Michelotti

Anie Maki / Anna Michelotti (1998, Bolzano) è una fotografa che lavora sul tema della memoria e si concentra sulle persone. Ama ascoltare ed è interessata alla psicologia delle narrazioni e delle storie della realtà che la circonda. Nella sua pratica, Anna ossera le relazioni, le individualità e la relazione tra passato e presente.

Sööt/Zeyringer

Con il nome di Sööt/Zeyringer, le artiste Tiina Sööt e Dorothea Zeyringer operano tra arti visive, danza e teatro. Le loro performance affrontano tematiche di carattere personale e sociologico in modo poetico e umoristico. Nei loro lavori più recenti hanno esplorato la rabbia femminile e documentato la storia dimenticata delle commedianti Slapstick.

 

Tiina Sööt è una artista performativa, lavora a Bucarest, Vienna e Tallinn. Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Vienna ottiene un master in Arti Performative presso l’Accademia delle Arti estone. Oltre al progetto Sööt/Zeyringer, Tiina sviluppa una pratica di performance documentaristica in collaborazione con il drammaturgo Aet Kuusik che riflette sul femminismo, il genere e la sessualità.

 

Dorothea Zeyringer vive e lavora a Vienna. Termina gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna e, successivamente, studia alla HTZ di Berlino. Nel 2017 riceve una borsa di studio danceWEB da ImPulsTanz e nel 2018 le borse di studio BKA e ArtStart-Studio. Dorothea ha lavorato come assistente artistica per Michikazu Matsune e ha insegnato performance e ricerca presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna. Come parte di Sööt/Zeyringer la sua pratica artistica varia tra arti visive, coreografia e linguaggio.

Herwig Turk

 

Herwig Turk vive e lavora a Vienna e Lisbona. I suoi progetti creano intersezioni tra arte, tecnologia e scienza. Dal 2010 al 2013 è stato “Artist in Residence” presso l’IMM (Instituto da Medicina Molecular), Lisbona. Dal 2003 al 2009, Turk ha collaborato con Paulo Pereira, capo del dipartimento di oftalmologia all’IBILI (Istituto di Imaging Biomedico e Scienze della Vita, Coimbra). Negli ultimi anni, il suo lavoro è stato esposto al MMKK Museum Moderner Kunst Kärnten di Klagenfurt, al MAK Museum für angewandte Kunst di Vienna, al Seoul Museum of Art in Corea del Sud, al Neues Museum Weserburg di Brema, al TESLA Labor für Medienkunst di Berlino, alla Galerie Georg Kargl di Vienna e alla Transmediale di Berlino, tra gli altri. Dal 2014 insegna come artista senior nel Dipartimento di Social Design dell’Università di Arti Applicate di Vienna.

FLUX FRAGMENTS - Una raccolta di immagini, testi e progetti nello spazio di Lungomare

FLUX FRAGMENTS mostra osservazioni e visioni di artist* e architett* intorno ai paesaggi fluviali di Bolzano. I contributi restituiscono frammenti relativi alla vita quotidiana intorno allo spazio fluviale, raccontano di luoghi e creature nascoste, esaminano criticamente l’inclusività e l’esclusività degli spazi pubblici urbani. Alcuni dei contributi sono stati prodotti per il progetto FLUX, altri sono lavori d’archivio di artist* e architett* che introduciamo nelle raccolte di FLUX FRAGMENTS come suggerimenti e impulsi per ulteriori riflessioni sui paesaggi fluviali di Bolzano. FLUX FRAGMENTS raccoglie inoltre i materiali e i contributi dei visitatori, una serie di immagini e di progetti storici, alcune documentazioni filmiche di registi locali e una serie di mappe della città dagli archivi comunali che tracciano le trasformazioni del paesaggio fluviale. FLUX FRAGMENTS è un archivio in divenire che racconta lo spazio fluviale della città accompagnando il progetto biennale con sempre nuove storie, immagini e frammenti che presentiamo nelle varie RACCOLTE.

FLUX FRAGMENTS, RACCOLTA I

con Claudia Corrent, Karl Unterfrauner, Ludwig Thalheimer + Susanne Waiz

 

17.05. – 30.09.2022

 

Nel contesto di FLUX FRAGMENTS, RACCOLTA I, Lungomare presenta “Oltrefiume”, la prima incursione fotografica di Claudia Corrent, creata per FLUX. La serie fotografica consiste in sovrapposizioni di frammenti di immagini, vedute storiche di città, istantanee del passato e del presente intrecciando che intrecciano memoria e futuro per abbozzare nuovi mondi immaginari per lo spazio fluviale. Strati visibili e invisibili raccontano di paure e sogni, di creature non umane che reclamano i loro spazi, e di persone che con le loro azioni li modificano continuamente. La serie di immagini di Claudia Corrent descrive come la memoria vissuta e la produzione di desideri del presente siano strettamente intrecciati quando si vuole dare forma e progettare gli spazi di una città.

 

RACCOLTA I presenta inoltre l’opera sonora e fotografica Homeless in Bolzano di Ludwig Thalheimer e Susanne Waiz. Le foto di Ludwig Thalheimer mostrano ciò che normalmente non vediamo, anche se accade proprio sulla soglia di casa nostra: Persone che sono costrette a vivere in condizioni disumane, che nella fuga hanno perso anche il loro posto nella società. Le persone senza fissa dimora sono in tutto il mondo. In Europa e in una città come Vienna, nota per le sue case popolari comunali, il numero di persone senza fissa dimora sono è in vertiginosa crescita. Susanne Waiz intreccia le voci di persone che si occupano professionalmente di senzatetto in un dialogo immaginario.

 

L’opera fotografica “Neophytes” di Karl Unterfrauner mostra tre piante lungo il fiume Talvera che consapevolmente o accidentalmente si sono insediate lungo il fiume con l’aiuto o a causa dell’azione dell’uomo. Insieme al ricercatore e biologo Georg Niedrist (Istituto per l’ambiente alpino, Eurac Research), nel 2010 l’artista ha ricercato queste e molte altre piante immigrate: 2.758 sono le specie non alpine rilevate, di cui circa il 15% si è insediato solo recentemente. Il lavoro fotografico mostra le varie specie di piante nel loro ambiente naturale nella valle dell’Isarco lungo l’autostrada del Brennero e il fiume Talvera.

Anno

2022 – ongoing

Luogo

Bozen

Curatela

Angelika Burtscher, Daniele Lupo

Contributi fotografici

Claudia Corrent, Anna Michelotti

Team progetto

Elisa Cappellari, Chiara Cesaretti, Linsey Dolleman, Ada Keller, Flora Mammana

Con il supporto di

Provincia Autonoma di Bolzano, Dipartimento Cultura; Forum austriaco di Cultura Milano; Comune di Bolzano - Uffico Cultura; Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano